Freakonomics

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Su questo libro

L'economista ribelle che esplora il lato nascosto di ogni cosa Cos'è più pericoloso, una pistola o una piscina? Cosa hanno in comune un insegnante e un lottatore di sumo? Perché gli spacciatori di droga continuano a vivere con la madre? Quanto contano davvero i genitori? E in che modo la legalizzazione dell'aborto ha influito sul tasso di criminalità? Domande che un economista medio non si sognerebbe mai di porsi. Ma Steven D. Levitt non è un economista qualsiasi: è uno studioso acclamato, capace di indagare gli enigmi della vita di tutti i giorni — dall'imbroglio alla delinquenza, dallo sport all'educazione dei figli — e di rovesciare come un calzino il senso comune. «Freakonomics» è il frutto di una collaborazione rivoluzionaria tra Levitt e Stephen J. Dubner, giornalista e scrittore pluripremiato. Il loro metodo è sempre lo stesso: partire da una montagna di dati e da una domanda semplice che nessuno si è mai posto. Alcune di queste domande toccano questioni di vita o di morte; altre hanno un sapore dichiaratamente bislacco. Da qui nasce la nuova disciplina che dà il titolo al libro: la freakonomics. Attraverso un racconto serrato e uno sguardo ironico, Levitt e Dubner dimostrano che l'economia, in fondo, è lo studio degli incentivi — di come le persone ottengano ciò che desiderano, o di cui hanno bisogno, soprattutto quando altri bramano la stessa cosa. In «Freakonomics» esplorano il lato nascosto di… be', di tutto. I meandri di una banda di spaccio. La verità sugli agenti immobiliari. I miti della raccolta fondi in campagna elettorale. Le tracce lasciate da un insegnante che bara. I segreti del Ku Klux Klan. A unire queste storie è la convinzione che il mondo contemporaneo — pur nella sua complessità e nelle sue bugie — non sia impenetrabile, non sia inconoscibile, e che, se si pongono le domande giuste, sia persino più affascinante di quanto immaginiamo. Basta soltanto un modo nuovo di guardare le cose. «Freakonomics» mette in campo una tesi provocatoria: se la morale è come ci piacerebbe che il mondo funzionasse, l'economia è come funziona davvero. È vero che chi leggerà questo libro si ritroverà con abbastanza enigmi e aneddoti da animare mille cene tra amici. Ma «Freakonomics» può offrire qualcosa di più: è capace di ridefinire, letteralmente, il nostro sguardo sul mondo di oggi. Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2005, «Freakonomics» ha venduto oltre quattro milioni di copie in trentacinque lingue. Ha inoltre dato vita a un seguito, «SuperFreakonomics», a un documentario di grande successo, a una trasmissione radiofonica e a un blog premiato, definito «il blog di economia più leggibile dell'universo». ([fonte][1]) [1]: http://freakonomics.com/books/

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Hardcover 3.8 308

Profilo di lettura

Piacevolezza80Difficoltà40Influenza46Popolarità74Classico21

4.0/5 · 910173 lettori · 336 pagine · ≈ 6 h 13 m · Leggero

Quanto tempo ci vuole per leggere Freakonomics?

Circa ≈ 6 h 13 m — 336 pagine, ipotizzando 250 parole per pagina e 225 parole al minuto.Romanzo tipico≈ 5 h 56 mFreakonomics~6 h 13 m

Quante pagine ha Freakonomics?

336 pagine nella sua edizione più letta.Romanzo tipico320Freakonomics336

Che genere è Freakonomics?

Si trova sugli scaffali di Humor, Psychology, Business.

Freakonomics è di dominio pubblico?

No — è ancora protetto dal diritto d'autore.

Chi sono i personaggi principali di Freakonomics?

I personaggi principali includono Steven D. Levitt, Stephen J. Dubner, Ku Klux Klan, Nicolae Ceauşescu.

Dove è ambientato Freakonomics?

È ambientato in Washington D.C., Romainia, Tokyo.

Chi ha scritto Freakonomics?

Steven D. Levitt.

Ambientazione Washington D.C.RomainiaTokyo Personaggi Steven D. LevittStephen J. DubnerKu Klux KlanNicolae Ceauşescu