Infinito
Su questo libro
Una delle sintesi più felici e puntuali dello stato attuale dello spirito umano e del suo cammino futuro. Il libro attraversa l'avvenire dell'uomo a partire dallo scoppio della seconda guerra mondiale e prosegue fino al momento in cui il Sole inghiottirà la Terra, e oltre. Se si considera che fu pubblicato per la prima volta nel 1931, ciò che colpisce è tanto la sua onestà spietata nel ritrarre la natura umana, quanto la vastità prodigiosa dello sguardo. Giunti al terzo dei sedici capitoli ci si trova già nell'anno 2300, con la sensazione di aver abbracciato il punto di vista di un dio. La scrittura è così densa che poche pagine possono richiedere ore di lettura e settimane di riflessione. Che scrittore, che visionario. Mi ha particolarmente colpito la sua capacità di racchiudere in poche battute l'anima di un intero popolo e della sua cultura, nonché la precisione sorprendente delle previsioni contenute nella prima parte del volume. Punti da segnalare: Ogni aspirante politico dovrebbe essere obbligato a leggere questo libro. Dovrebbe far parte di qualsiasi curriculum di studi politici. Un presagio straordinariamente accurato e plausibile del futuro dell'Homo sapiens. Riletto con gli occhi del 2002, è fin troppo facile cogliere le follie dell'umanità contemporanea e la proiezione delle attuali traiettorie scientifiche. Ad esempio, potremmo raggiungere una pace globale («Un pianeta americanizzato») per qualche millennio, ma al prezzo della libertà e della crescita spirituale e intellettuale. Quando giunse la «Caduta dei Primi Uomini», la ripresa fu lentissima: «Più tardi, quando l'epidemia si fu esaurita, sebbene la civiltà fosse ormai in rovina, uno sforzo corale di dedizione avrebbe forse potuto ricostruirla su basi più modeste. Ma tra i Primi Uomini solo una minoranza era mai stata capace di una dedizione senza riserve. La stragrande maggioranza era per natura troppo ossessionata dai propri impulsi privati.» Suona fin troppo simile al malessere dell'Homo sapiens di oggi. È descritto in modo splendido il tema della continua attività fisica e del costante spostarsi dell'attenzione come fondamento dello stile di vita di ogni abitante socialmente riuscito. Una verità che vale tanto per le società di oggi quanto per quelle future. Niente pause per riflettere o contemplare. L'abbandono della filosofia come disciplina. L'ostinazione testarda nell'aggrapparsi a idoli e reliquie pagane anziché alla logica. È folgorante il ritratto dei «Secondi Uomini», dotati di sensi più affinati e naturalmente inclini all'altruismo. Affascinante la plausibile evoluzione di vita intelligente su Marte nell'arco di dieci milioni di anni, con il successivo fraintendersi tra le intelligenze terrestre e marziana. La creazione, da parte dell'uomo, di forme più evolute della propria specie si intreccia in modo brillante con le ricerche genetiche contemporanee. Il «viaggio nel tempo» ottenuto attraverso una regressione mentale nelle menti del passato. Il futuro resta inconoscibile. Conclusioni: Applicare il buon senso alla situazione presente per individuare la linea d'azione migliore. Non invocare mai tradizioni o credenze antiche, perché mettono a repentaglio la sopravvivenza in un ambiente in continua trasformazione. All'interno di una stessa specie, ogni organismo presenta la medesima complessità biochimica. Ne consegue che qualsiasi struttura sociale che imponga divisioni arbitrarie all'interno della specie è intrinsecamente viziata. È quanto accade oggi nell'organizzazione dell'Homo sapiens, dove certe persone sono tenute in ben maggiore considerazione di altre per ragioni futili, e dove le fratture tra i vari gruppi sfociano quasi sempre nella violenza anziché in un confronto acceso. Se qualcuno non riesce a essere convinto del nostro modo di vedere le cose, non è detto che diventi lecito ricorrere alla coercizione fisica. «Vivere e lasciar vivere» non significa vivere negli agi e lasciare il resto a marcire nell'indigenza. Niente dovr…
Profilo di lettura
3.8/5 · 7206 lettori · Impegnativo
Che genere è Last and First Men?
Si trova sugli scaffali di Science Fiction, Fiction.
Last and First Men ha una trasposizione cinematografica o televisiva?
Sì — tra le trasposizioni: Last and First Men (2021), Last and First Men (2020).
Last and First Men è di dominio pubblico?
Sì — liberamente leggibile e condivisibile.
Chi ha scritto Last and First Men?
Olaf Stapledon (1886–1950).
Dove posso leggere Last and First Men online gratis?
È di dominio pubblico — leggilo gratis su Open Library. Open Library
“... For love of France was the undoing of the French. They prized the truly admirable spirit of France so extravagantly, that they regarded all other nations as barbarians.”