Il signore della guerra di Marte #3
Su questo libro
Il signore della guerra di Marte è il volume conclusivo di una trilogia che Edgar Rice Burroughs non aveva inizialmente previsto di scrivere. Il primo libro è La principessa di Marte, il secondo Il dio di Marte: due avventure nate come storie autonome, e invece destinate a comporre un ciclo indimenticabile. La vicenda riprende a sei mesi dai fatti narrati ne La principessa di Marte. Il nostro eroe, Carter, è più ostinato che mai: la sua principessa è stata rapita dal malvagio Thurid, e lui non si darà pace finché non l'avrà ritrovata. Un dettaglio pratico per chi si accosta a questa edizione: il libro è proposto come testo vero e proprio, non come scansione, e si rivela quindi molto più agevole da consultare. I segnalibri sono collocati in corrispondenza dei titoli dei capitoli, e la stampa è consentita fino a due copie complete nell'arco di un anno.
Profilo di lettura
4.3/5 · 38 lettori · 58 pagine · ≈ 1 h 04 m · Impegnativo
Quanto tempo ci vuole per leggere The warlord of Mars #3?
Circa ≈ 1 h 04 m — 58 pagine, ipotizzando 250 parole per pagina e 225 parole al minuto.
Quante pagine ha The warlord of Mars #3?
58 pagine nella sua edizione più letta.
Che genere è The warlord of Mars #3?
Si trova sugli scaffali di Historical Fiction, Science Fiction, Fiction.
The warlord of Mars #3 è di dominio pubblico?
Sì — liberamente leggibile e condivisibile.
Dove è ambientato The warlord of Mars #3?
È ambientato in Mars (Planet) durante 1860-1900.
Chi ha scritto The warlord of Mars #3?
Edgar Rice Burroughs.
Dove posso leggere The warlord of Mars #3 online gratis?
È di dominio pubblico — leggilo gratis su Open Library. Open Library
“IN THE shadows of the forest that flanks the crimson plain by the side of the Lost Sea of Korus in the Valley Dor, beneath the hurtling moons of Mars, speeding their meteoric way close above the bosom of the dying planet, I crept stealthily along the trail of a shadowy form that hugged the darker places with a persistency that proclaimed the sinister nature of its errand.”